Ah, ma allora sono accerchiata!
no, guarda, l'accerchiata sono io!!!! Hai idea di cosa significhi vivere a Roma da juventini? :D
Hai citato Quel che Resta del Giorno (hai letto il romanzo? E'se possibile ancora più bello).
Sì, l'ho letto. E' splendido. Ma il film, grazie all'interpretazione SUBLIME di Anthony Hopkins (e a quella parimenti straordinaria di Emma Thompson) emotivamente mi ha dato di più. E' uno di quei film che non mi stanco mai di vedere. E che ogni volta mi lascia addosso una tristezza infinita. Le occasioni perse, gli amori non vissuti, la vita che trascorre vuota sulla lama dei rimpianti......Eppure la bellezza del film (grande anche sotto il profilo puramente estetico, basti pensare alla cura maniacale - quasi viscontiana - di Ivory per gli interni, la magnificenza, la voluta freddezza calligrafica delle scene) quasi "compensa" questa tristezza. E' insomma un prezzo che pago volentieri, pur di riassaporare, ogni volta come se fosse la prima volta, il miracolo di un'opera d'arte che parla alla mia anima.
Ebbene, non trovi che il personaggio di Hopkins/maggiordomo sia, pur in contesti assolutamente antitetici, in qualche modo ennissiano? Quella paura di esprimere e di vivere i propri sentimenti, quell'essere sulla difensiva perfino attraverso la postura del corpo. Quante volte durante il film pensiamo "dille che ti dispiace, dille che l'ami, di' qualcosa, fa' qualcosaaaaa"
assolutamente sì!!!!!!! Ci avevo pensato anch'io, sai?

In un contesto totalmente diverso e per motivazioni completamente differenti, certamente, ma Mr Stevens e Ennis sono infatti due anime che soffrono della medesima incapacità di vivere autenticamente, schiacciati come sono dal senso del dovere, quel "dover essere" che in qualche modo soffoca e uccide "l'essere"
tout court. Mr Stevens, però, secondo me, è in una condizione persino peggiore di quella di Ennis, perchè non c'è nulla - assolutamente NULLA - che redima il suo deserto, neppure dei ricordi, neppure dei frammenti vita autenticamente vissuta, nessuna Brokeback Mountain come luogo dello spirito dove tornare per dar sollievo agli anni che gli restano da vivere. Mai, mai un momento di cedimento alla passione, alle passioni. Null'altro mai che la fredda consapevolezza di aver svolto il proprio dovere. E non perchè la passione, le passioni siano assenti, anzi! Gli occhi di Hopkins esprimono in modo straordinariamente efficace questa condizione. Due pezzi di ghiaccio azzurri, dietro i quali però s'indovina un cuore capace di provare emozioni forti e vitali, alle quali non è stato consentito di spiegare le ali.
Un film veramente splendido, che con tutto il cuore consiglio agli amici del l'Italian Channel di vedere, qualora non l'abbiano ancora fatto.