Mi sembra,Pierluigi, di aver chiaramente affermato la natura omosessuale del loro
rapporto nel mio precedente post.
Questo automaticamente non li rende gay a mio parere.
Un omosessuale, se veramente tale, non dovrebbe avere rapporti sessuali e sentimentali
con donne, semmai qui possiamo parlare di una certa bisessualità, secondo le linee accennate
da Adriana in un suo precedente post.
E' difficile definire una persona secondo il proprio orientamento sessuale, vistane la complessità
e le innumerevoli sfumature...epperò nel loro caso, in ispecie Ennis, non mi sento di dare giudizi
così taglienti, così evidenti....
Il loro amore è il più forte vero,ma perché? Perché sono omosessuali come affermi tu o perché
è combattuto,proibito, clandestino, difficile, inconsueto, nato nel trionfo del selvaggio , della
bellissima desolazione della Natura, dell'avventura, alle prime esperienze che marcano l'individuo....?Non c'è una risposta definitiva, a parere mio, ed ognuno resta con i propri dubbi e/o certezze.
Bello questo dibattito. Significativo poi che riemerga dopo molti mesi. Se non vi dispiace, quindi, continuiamo...
Enzo, tu affermi che la natura "omosessuale" del rapporto fra i due non implica che i due siano gay. Perchè hanno anche rapporti con donne e quindi al massimo sono bisessuali. Beh, qui sei tu che dai "giudizi taglienti e evidenti". Lo dici tu stesso che le cose non sono così semplici! Non esiste questo genere di determinismo, né esistono compartimenti stagni o canoni da rispettare.
Nel mio post contestavo soprattutto la definizione di "amore asessuato", data da Fabio; mi ricordo bene che tu invece, Enzo, non hai mai messo indubbio la natura omosessuale del loro amore. Ciò che non condivido nella tua interpretazione è il peso che attribuisci al contesto naturale: quasi una sorta di inevitabilità, per cui, date quelle condizioni ambientali di solitudine, bellezza, durezza etc. era scritto che dovesse svilupparsi un sentimento amoroso fra coloro che in tale contesto si incontravano. Non è così: quel contesto serve solo ad enfatizzare le percezioni, a mettere a nudo le inclinazioni, a liberare dai condizionamenti.
L'amore fra Jack ed Ennis è così forte non perchè nasce in condizioni straordinarie, ma perchè è - fra gli altri rapporti che i due instaurano nelle loro vite - l'unico che aderisce autenticamente ai loro bisogni ultimi. Alla loro natura più intima. Se il dato extra-ordinario della montagna selvaggia fosse così importante, il loro amore dovrebbe esaurirsi alla fine di quell'esperienza. Invece non accade.
Enzo, i due non decidono di vivere un amore omosessuale per il gusto di vivere qualcosa di "combattuto, proibito, clandestino, difficile, inconsueto"; è l'esatto contrario: il loro rapporto è "combattuto,proibito, clandestino, difficile, inconsueto" perchè omosessuale.
..Pier, capisco il tuo ragionamento, che come al solito è ben motivato e in certi aspetti condivisibile...ma, mi pare di aver letto che la stassa Proulx ha dichiarato che Ennis e Jack non sono omosessuali... sinceramente che lo siano o no, non importa molto, ma secondo me il discorso sulle condizioni ambientali particolari ed anche particolari stati d'animo non è da trascurare, anzi per mio conto ha una sua forte valenza...
E' vero quello che dici di Jack, ma tutto questo succede molto tempo dopo dal loro primo incontro. Lo stesso primo approccio che tu dici come inequivocabile, per me ha a che fare più con la conoscenza animalesca del loro ambiente agreste...lo sai anche tu che molti animali si potrebbero considerare bissessuali....ecco allora che rientriamo nel discorso che i sessi non sono per nulla niente di definito, ma frutto di una diversa interpretazione delle puslioni che ognuno ha...con questo non voglio dire che tutti siano gay, lesbo o bisex, ma che si deve parlare di scelte sessuali e non di appartenenze...
Sul fatto che Annie Proulx affermi che i due non sono gay, nutro i miei dubbi. Ang Lee e gli attori molto probabilmente sì, lo hanno fatto. Ma lì si dovrebbe considerare anche la tempistica di queste affermazioni, per capire in che modo siano influenzate da obiettivi di marketing che, dopo l'inaspettato successo di pubblico, puntano ad accreditare ulteriormente il film verso un target di spettatori il più ampio possibile. Di Annie Proulx si può leggere quanto essa ha scritto di suo pugno ed è edito in "Story to screenplay": cito a memoria (mi riprometto di andare a controllare e di riportare qui in un altro momento) ma mi ricordo bene ciò che la scrittrice ha sempre sostenuto riguardo la genesi del suo racconto. L'idea di quella storia nasce dall'osservazione di un vecchio cowboy una sera in un bar; nel momento in cui le sembra che quell'uomo vecchio e solo volga i propri sguardi insistiti ma discreti verso i giovani uomini che lo circondano, le si impone una domanda - indicativa degli interessi "storici" e "sociologici" che stanno alla base della sua scrittura - : che genere di vita avrebbe potuto vivere un omosessuale in quei luoghi e nei decenni precedenti? In una realtà così machista e omofobica come il mondo rurale dei rodei e dei cowboys? Se questa è l'idea-matrice del racconto, il tema gay-non gay non si pone. Mi pare.
Io non voglio affatto trascurare l'importanza delle condizioni ambientali extra-ordinarie, tutt'altro! Ciò che non condivido è che siano queste ultime a determinare un "cambiamento" nei due protagonisti e non siano invece le intime nature dei due a potersi finalmente dispiegare con autenticità in un siffatto contesto, in cui ogni sovrastruttura culturale-ideologica-sociale è bandita. Ed è ovvio che il primo luogo dove tali sovrastrutture operano è la mente (la razionalità) dei due uomini! Jack prenderà sempre più coscienza, nel corso della sua vita, della verità dei suoi bisogni - e si comporterà faticosamente di conseguenza -; Ennis invece non riuscirà ad andare oltre a quel momento incantato sulla Brokeback Mountain, ad esso rimanendo legato, incapace di compiere i passi successivi, quelli che dopo la scoperta inattesa portano all'autocoscienza.
Sul carattere "indistinto" delle pulsioni sessuali che caratterizzerebbero gli uomini così come altri esseri viventi in natura, preferisco non esprimermi. E' un genere di discorso per il quale non ho competenza e che, in genere, non mi piace neppure troppo. Per come viene spesso usato, poi, lo trovo un eccesso "buonista" che fa il paio con posizioni opposte di "ghettizzazione". Su una cosa invece mi preme esprimermi, sul concetto di "scelta e non appartenenza". Io non ho mai parlato di appartenenza: se proprio bisogna farlo direi che siamo tutti appartenenti ad un unico genere umano, punto. Io vedo le persone nella loro soggettività per quello che fanno, per i sentimenti che vivono, per il modo in cui si rapportano all'esterno: altre categorizzazioni a me non interessano. Lo dico perchè mi sembra che il mio post precedente sia stato interpretato quasi come una difesa della "appartenenza di Ennis e Jack al 'genere' gay". Non era questo che mi interessava, bensì sottolineare il mio disaccordo riguardo a certe idee che in sottotraccia leggevo nelle vostre argomentazioni, ieri come anche altre volte in passato. Inutile dire che si tratta della libera interpretazione che ognuno dà del film e dei suoi corollari!
Parlare di "scelta", però, è tremendamente fuorviante! Nessuno
sceglie di essere o non essere (meglio sarebbe dire "di avere gusti") eterosessuale, omosessuale, bisessuale o quel che volete. Semplicemente
ci si rende conto di esserlo, ad un certo punto della propria vita. In questo senso, l'inclinazione sessuale è un dato di natura, checché ne pensino molte persone. Ciò poi non toglie in alcun modo che tale dato di natura possa essere negato, taciuto, volontariamente contraddetto oppure accettato: è solo qui che sta la scelta! E' qui che Ennis sceglie, e non si tratta più di un "dato di natura" ma un "atto di cultura".
Lo ripeto, Ennis e Jack possono sposarsi, fare figli, magari pure sentirsi attratti dalle rispettive mogli, ma se in tutta la loro vita l'unica cosa che si impone con la forza di una verità non negabile è il sentimento che li lega è perchè quell'amore - omosessuale - è l'unico che esprime e soddisfa appieno il loro sentire. L'unico che consente loro di essere se stessi fino in fondo.
Il motivo del successo del film su di un pubblico vasto e non necessariamente omosessuale non sta nel fatto che l'amore fra i due sia ambiguo o non definito, sta nel fatto che le dinamiche dei loro sentimenti, e più ancora le dinamiche interiori ed esteriori in virtù delle quali essi di volta in volta accettano o respingono tali sentimenti, descrivono processi esistenziali universali.