Ciao Ale...
"Inarrituano" si riferisce al regista messicano Alejandro Gonzales Inarritu ("21 grammi", "Amores Perros", "Babel"), per il quale Santaolalla ha lavorato in passato, vincendo - mi pare - anche un Golden Globe.
Il film "Ragione e sentimento" è tratto dal romanzo omonimo di Jane Austen ("Sense and sensibility"). "Orgoglio e pregiudizio" è un altro romanzo (e un altro, recente, film).
Grazie davvero Pl
Ah
Guarda al significato di inarrituano, giuro, non ci sarei mai arrivato da solo (magari con google, chissa'), e in quanto a Ragione e sentimento" e' un'evidente dimostrazione della mia ignoranza grassa.

E' molto interessante questo commento critico. Non del tutto positivo, non del tutto negativo.
Premetto che in linea di massima non mi relaziono un gran che' con la critica cinematografica. Soprattutto perche' non ho gli strumenti per capirla bene. Tra l'altro e' gente che in genere "cita" molto, in quanto per loro fare raffronti e trovare richiami tra i vari film e' un attimo. Lo fanno di mestiere di conoscere quanti piu' film possono. Io invece sulle citazioni scivolo drammaticamente (come appunto hai notato), e soprattutto non conoscendo il senso e il contenuto della citazione perdo il senso del raffronto che si vuole fare.
Spesso il critico si mette di fronte al film con l'impegno di descriverlo piu' o meno come il perito settore si mette davanti alla salma. Sara' un'analisi dettagliata, ma manca un po' di "vita". Scherzo pero' hai mai notato che vi sono dei critici che si fanno quasi obbligo di criticare e di trovare la pecca. Che volendo dire perche' una cosa non e' perfetta piu' o meno ci si riesce sempre, se ci si mette.
Io sono prontissimo ad ammettere che BBM puo' non essere perfetto, magari non sono in grado di capire un'analisi e di far parte di una discussione critica, ma il fatto e' che io sono qui, e che a me e' piaciuto molto, BBM non perche' possa essere un film "perfetto", ma per il suo unprecedented direbbero gli inglesi potere evocativo sul mio personale animo e sentimento. E questo e' del tutto indipendente dalla critica cinematografica.
Rilevo pero' che pur ammettendo la capacita' di emozionare moltissimo di questo film, il critico di cui sopra dice di non essersi commosso affatto (continua a venirmi in mente che il critico va al cinema a vedere un film nuovo come l'anatomo patologo si accinge a sezionare....). Quindi la perfetta (suppongo) critica formale e stilistica manca del coinvolgimento emotivo, e questo non e' poco.
Mi sembra di rilevare che tra il pubblico (e forse anche tra i critici, ma ecco che sopraggiunge la mia abissale ignoranza a impormi di non fare affermazioni troppo generalizzanti) coloro che hanno riportato grande emozione e anche duratura sono in pratica in due categorie (le eccezioni esistono): soprattutto il pubblico femminile, e il pubblico gay. Manca il gruppo dei maschi diciamo cosi' ortodossi (almeno di facciata). Ho come la vaga impressione che questo critico atteggi l'appartenenza a quest'ultimo gruppo.
Per Gillenhaal che puo' sembrare meno convincente nella seconda parte, personalmente non saprei dire se e' vero.
Posso dire che all'inizio mi "convinceva" meno Gillenhaal in assoluto. Ma poi ho inquadrato meglio la sua figura e la trovo sostenibile in tutte le parti.
E' un film che abbraccia vent'anni dela vita dei due. E i due hanno una maturazione diversa, innestata su personalita' gia' diverse in partenza.
All'inizio sono giovani, molto spontanei (riserva parziale per Ennis) e molto impulsivi.
Si sposano apprendono tutti gli schemi di comportamento titpici delle persone che mascherano (Jack non solo non divorzia, ma addirittura ha una relazione extraconiugale con un'altra donna). Per cui voglio dire la spontaneita' sparisce... e arriva la maturita' consapevole e molto piu' posata, pur mantendosi un'evidente defferenza fra un'esuberanza di fondo di Jack e un'amore profondo, unico, dagli effetti piu' direttamente devastanti anche sulla vita vissuta di Ennis, evidentemente ingenuo, chiuso in se' e sguarnito di "trucchi" di difesa...
La critica in genere la leggo prima di andare al cinema, e la prendo molto con le pinze, ma dopo che ho visto il film, non per presunzione, ma perche' la fruizione e' esclusivamente mia, dopo che l'ho visto, per quel che mi puo' piacere o meno, mi basto da me. Che sia ben chiaro, non ho la minima pretesa di potermi confrontare con i critici stessi perche' io, giuro, non so mettere in croce due parole che siano due, di critica cinematografica in quanto tale (e probabilmente la capisco anche allo stesso modo)